Il Consiglio dei Ministri ha appena approvato il testo sul Reddito di Cittadinanza.

Cos’è il Reddito di cittadinanza: non è una misura assistenziale ma una misura collegata alle politiche del lavoro: alla formazione e al reinserimento nel mondo del lavoro.

Le persone che avranno diritto a ricevere il reddito dovranno rendersi subito disponibili a formarsi nonché ad essere accompagnate al reinserimento lavorativo, senza dimenticare che dovranno anche offrire un piccolo contributo in favore della collettività presso il proprio Comune. Nessuno avrà il tempo di lavorare in nero mentre riceve il reddito di cittadinanza perché avrà tutta la giornata impegnata e alla terza proposta di lavoro rifiutata si perde il beneficio.

A chi va il reddito di cittadinanza: possono accedere al sussidio solo coloro che risiedono in Italia da almeno 10 anni e hanno un Isee di massimo 9.360 euro. Tra gli altri requisiti vi è un patrimonio immobiliare che non può superare i 30mila euro, esclusa la prima casa, e non si possono avere depositi in conto corrente, azioni o obbligazioni per un totale che supera i 6 mila euro. Questa somma aumenta di 2 mila euro per ogni componente della famiglia, fino a un massimo di 10mila euro.

Se nel nucleo familiare ci sono soggetti disabili, la somma può aumentare di ulteriori 5 mila euro.

Coloro che hanno un reddito pari a zero hanno diritto all’importo per intero, mentre per gli altri rappresenterà un’integrazione al reddito per raggiungere i 780 euro.

La quota del reddito di cittadinanza cambia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Ad esempio in una famiglia con i genitori disoccupati e figli a carico il sussidio sale.

Chi ha una casa di proprietà non ha diritto all’intera quota ma a questa viene detratta una quota definita “affitto imputato”, che ammonta a 280 euro.

Quando entrerà in vigore: a partire dal mese di marzo tutti coloro che rientrearanno nei criteri stabiliti di accessibilità, potranno compilare l’istanza su un portale online ad hoc.

la misura entrerà in vigore a partire dal mese di aprile tramite una carta uguale a tutto e per tutto ad una carta prepagata e potrà essere utilizzata solo per comprare beni o servizi di prima necessità. Non potrà essere speso nel gioco d’azzardo e nei beni/servizi che non sono di prima necessità. I beneficiari verranno contattati dai centri per l’impiego per entrare all’interno di un percorso di formazione.

Durata del beneficio e beneficiari: 18 mesi prorogabili a 36 mesi. Nel caso di assunzione da parte di un’azienda, i restanti mesi previsti di reddito di cittadinanza, verranno erogati all’azienda che assume tramite sgravio fiscale sullo stipendio del neo assunto.

Centri per l’impiego: riformare i Centri per l’impiego è fondamentale non solo per modernizzare il contesto del mondo del lavoro, ma soprattutto per rendere più efficiente il reinserimento lavorativo. I Centri per l’impiego italiani sono sotto organico e non contano nemmeno con i mezzi necessari per poter lavorare (mancano computer funzionanti, cartucce per le stampanti, ecc). Questo perché fino ad ora non si è mai investito abbastanza per renderli funzionanti e in linea con quelli degli altri paesi europei. Noi prevediamo un finanziamento di 1 miliardi già da quest’anno, per cui parliamo di una riforma radicale.

Navigator: I “navigator” saranno dei tutor esperti in gestione risorse umane. È una figura che c’è negli Stati Uniti ed è molto utile a chi cerca lavoro. Vogliamo importare e utilizzare questa figura in Italia applicando il piano del professor Parisi dell’università del Mississipi per il percorso di formazione dei lavoratori all’interno del percorso del Reddito di cittadinanza. I navigator seguiranno le persone nel percorso di formazione e ricerca del lavoro.

Sanzioni salate anche penali per chi dichiara il falso: Chi, per ricevere il reddito, dichiara il falso, oltre a dover restituire fino all’ultimo centesimo, rischierà fino a 6 anni di galera. Lo Stato aiuterà chi ne avrà bisogno, ma sarà inflessibile con gli approfittatori.