I dati raccolti nell’ultimo Report del Gruppo di Lavoro per la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, del quale fanno parte 96 associazioni del Terzo Settore, tra le quali Caritas, Unicef, Save the Children, Società Italiana di Pediatria e Cittadinanzattiva, restituiscono un fotografia preoccupante, sulla quale non possiamo tacere.

Nel sud Italia il 50% dei bambini è a rischio povertà ed esclusione sociale. Una condizione che è generata dalla bassissima diffusione di servizi educativi per l’Infanzia, come dimostra il raffronto tra la Calabria, dove solo il 6% dei Comuni sono dotati di un sistema educativo per l’infanzia, e il Friuli Venezia Giulia, che raggiunge il 100% dei Comuni. Tutte le regioni meridionali sono ben al di sotto della media nazionale del 22% per posti disponibili per tali servizi, con la Campania che si ferma al 6,4% e la Sicilia al 9,9%.

Stessi numeri impietosi per la dispersione scolastica. Nel Mezzogiorno, relativamente alla scuola secondaria di primo grado, la media di alunni che hanno abbandonato anzitempo gli studi si attesta allo 0,84%, contro lo 0,69% delle regioni centrali, lo 0,64% delle regioni del nord ovest e lo 0,47% delle regioni del nord est. Persino la mortalità infantile tocca punte allarmanti, con percentuali più che doppie nel Sud Italia, a causa della mancanza dei livelli essenziali di assistenza sanitaria.

Una prima risposta a questi enormi problemi, ci auguriamo di poterla dare nella prossima legge di bilancio con una nuova distribuzione delle risorse per il finanziamento degli asili nido, che potrebbe portare alla nascita di nuove strutture pubbliche in Comuni fino ad oggi sprovvisti. Ma sappiamo che c’è tanto lavoro da dover fare. Nella prossima manovra economica sarà fondamentale trovare misure per un concreto rilancio del Sud Italia. Non possiamo permetterci un paese spaccato a metà. Crescere insieme per crescere meglio.