Ignazio Restivo

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Contributi 80% fondo perduto per finanziare iniziative culturali in Sicilia e nel resto d’Italia

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha lanciato il programma “Cultura Futuro Urbano” con l’obiettivo di finanziare iniziative culturali nelle periferie delle città metropolitane di tutta Italia.

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Protocollo MIUR-INPS: 100 borse di studio per i dottorati di ricerca in sviluppo sostenibile

100 borse di studio, relative all’anno accademico 2019/2020, per i dottorati di ricerca in sviluppo sostenibile, welfare e benessere.

Copia di Fermenti 1200x630

La scuola oggi: siamo tutti responsabili

Da qualche settimana la scuola pare essersi trasformata in un teatro del grottesco, una dimensione surreale dai contorni tetri e dai tratti poco decifrabili. Soltanto negli ultimi giorni sono emerse delle vicende che hanno colpito visibilmente l’opinione pubblica, creando dibattiti sulla capacità relazionale e empatica sviluppata all’interno dei luoghi di formazione, sulla libertà di parola e di espressione, sul rapporto tra potere e istruzione: prima la sospensione di quindici giorni comminata ad un’insegnante dell’ITI Vittorio Emanuele III di Palermo per omessa vigilanza su un video realizzato da alcuni suoi alunni, in occasione della Giornata della Memoria, nel quale venivano avanzati alcuni parallelismi tra Benito Mussolini e Salvini, questione che ho deciso di approfondire con un’interrogazione al Ministro Bussetti; poi la notizia dell’incredibile uccisione di un gattino per mano di un collaboratore scolastico davanti ai bambini di una scuola primaria di Gioia Tauro.

Ma il campo potrebbe essere allargato, citando l’aggressione perpetrata da una madre nei confronti della vicepreside di un istituto di Lodi per aver inflitto un provvedimento disciplinare alla figlia, le polemiche per il rinvio della presentazione di un libro dedicato al futurismo all’Istituto Pietro Piazza di Palermo, l’autista dello scuolabus che fugge dopo un incidente, lasciando da soli dei bambini feriti e molti altri episodi di violenza, negligenza e noncuranza.

È naturale che la percezione generale intorno alle nostre scuole risulti profondamente alterata, quasi come se migliaia di vespe si fossero annidate nelle pareti di ogni singola classe e tormentassero con i loro morsi l’incedere quotidiano del lavoro didattico. Quelle vespe, però, altro non sono che prodotti di un’incomunicabilità latente tra tutte le istituzioni che dovrebbero cooperare al raggiungimento di quel patto educativo, principio cardine su cui si basa il nostro sistema scolastico. La formazione dei cittadini non può essere demandata soltanto alle scuole ma richiede un coinvolgimento attivo della famiglia e una regia attenta, flessibile e autorevole ma non autoritaria dello Stato. Per ottenere risultati concreti, occorre progettare interventi non improntati alla risoluzione semplicistica e frettolosa dei problemi e non lasciarsi trascinare dall’emozione del singolo momento. Non è immaginabile che la correttezza formale dei comportamenti si ottenga rispolverando i grembiuli dall’armadio o calando provvedimenti dall’alto, buoni soltanto ad alimentare sterili posizioni ideologiche; non è utile concedere sempre più spazio ai social, come se un tweet o un post su Facebook potessero davvero essere dispensatori di verità; non è accettabile che la scuola sia materia di scontri e non d’incontri, continuando a emanare quei fumi nocivi che avvelenano un clima già troppo pesante di per sé.

Chi conosce realmente le scuole italiane sa che, al suo interno esistono dirigenti, insegnanti e operatori scolastici che con dedizione e competenza assolvono alla loro missione e che molti sono i modelli virtuosi da poter seguire. Dalla valorizzazione di questi bisogna ritrovare il giusto sentiero, supportandoli con azioni mirate e oculate.

Occorre ristabilire un serio patto di alleanza interistituzionale che ridia credibilità ed autorevolezza ad un’istituzione , la scuola,  il cui ruolo appare sempre più secondario e sbiadito e per questo siamo tutti chiamati a fare la nostra parte. Non possiamo più guardare da un’altra parte: siamo tutti responsabili.

“La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente ed il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni (Papa Francesco)

Vittoria Casa

1200x630 - Articolo Vittoria

Sicilia: Online la programmazione degli interventi di edilizia scolastica

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della regione Sicilia l’avviso pubblico per l’Aggiornamento della programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica per il triennio 2018-2020 – Annualità 2019

Fermenti 1200x630

Bando Fermenti: giovani e sfide sociali

“FERMENTI” è la misura che riconosce il ruolo dei giovani quali attori determinanti nell’attivazione di processi orientati al cambiamento e incentiva le sinergie come leva della coesione e dello sviluppo sociale.

Imprese 1200x630

PON Imprese e Competitività: sostegno degli investimenti produttivi nelle aree in crisi della Sicilia

Invitalia ha lanciato un bando per il sostegno ad iniziative imprenditoriali nelle aree di crisi industriale.

La misura prevede l’erogazione di risorse per la realizzazione di programmi di investimento produttivo e/o rivolti al miglioramento delle performances ambientali.

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Europa Creativa: bando per il sostegno dell’audiovisivo indipendente

Agevolare la realizzazione e la circolazione di opere audiovisive europee sul mercato comunitario ed internazionale per sostenere lo sviluppo dell’industria cinematografica e creativa. Questo l’obiettivo del bando Europa Creativa di sostegno alla programmazione televisiva di produzioni audiovisive di coproduzioni fra operatori dei paesi europei.

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FSE Sicilia: prorogata la scadenza dell’ avviso 21/2018 per l’ assunzione di disoccupati di lunga durata

L’avviso 21/2018 FSE Sicilia sostiene l’inserimento lavorativo dei disoccupati di lunga durata assegnando alle imprese che li assumono contributi diretti , che potranno coprire fino al 50% dei costi retributivi e previdenziali.

Il Dipartimento Lavoro della Regione Siciliana , ha stabilito una proroga del termine per la presentazione delle richieste di accesso al beneficio “a sportello”: le imprese avranno tempo fino alle ore 12.00 del 30 giugno 2019 per presentare online le domande.

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Il salario minimo orario lo volevano anche i Padri Costituenti

“Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”.

Così recita l’articolo 36 della nostra Costituzione. Un’affermazione di principio fondamentale che, tuttavia, non ha trovato piena attuazione, specialmente negli ultimi anni, caratterizzati da una progressiva precarizzazione del mercato del lavoro e da politiche regressive in campo sociale. Gli effetti di tali politiche sono ben fotografate dai dati rilasciati recentemente dall’Inps, che ha certificato come il 22% dei lavoratori italiani, circa 3 milioni di persone, percepisca una retribuzione oraria inferiore ai 9 euro lordi. È proprio sulla riaffermazione dei principi sanciti dalla nostra Costituzione, che rappresenta un baluardo da valorizzare e sul quale improntare le azioni di Governo, che abbiamo fondato la nostra proposta sul salario minimo orario.

E perché il salario minimo rappresenta una misura fondamentale per dare piena attuazione alla nostra Costituzione?
Per comprenderlo è sufficiente rifarsi ai lavori della costituente. Proprio in merito all’articolo 36 della nostra Costituzione, che parla della necessità di una retribuzione sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa, sono numerosi gli interventi dei padri costituenti che parlano esplicitamente della necessità di un salario minimo. Aladino Bibolotti propose addirittura di inserire nel testo costituzionale che “il salario minimo individuale e familiare e la durata della giornata lavorativi sono stabiliti dalla legge”. E aggiungeva come “il salario minimo individuale e familiare viene a costituire oggi nella società moderna la garanzia dell’eliminazione, nel campo del lavoro, della miseria nera, viene cioè a sancire un principio nuovo e moderno, secondo il quale non è lecito sfruttare l’opera del lavoratore senza assicurargli un minimo di retribuzione”. Queste parole risultano tutt’ora attuali, a più di settant’anni di distanza. Nel suo intervento questo padre costituente concludeva con un auspicio: “Io spero che questa mia proposta venga accettata da tutti coloro che si sono schierati per l’inserimento nella nostra Costituzione repubblicana di quelle garanzie di ordine sociale che costituiscono la fondamentale caratteristica del nostro progetto di Costituzione, cioè i diritti del lavoro”. Una speranza che oggi facciamo nostra, rivolgendoci a tutti i partiti e a tutte le parti sociali chiamate in causa.

Il salario minimo orario rappresenta il necessario complemento al Reddito di Cittadinanza, per garantire quell’esistenza libera e dignitosa di cui parla la nostra Costituzione. L’Italia è tra gli ultimi 6 Paesi europei su 28 ancora sprovvisti di un salario minimo sancito per legge. Se venisse approvato il nostro disegno di legge, qualsiasi contratto collettivo dovrebbe stabilire un salario minimo orario uguale o superiore a quello fissato, che andrà ad aumentare annualmente adeguandosi all’inflazione. Una misura di civiltà, pienamente inserita nel solco tracciato dai nostri padri costituenti, e che riaffermando la dignità del lavoro dà piena attuazione a quanto ci impone la Costituzione. Dobbiamo invertire il trend degli ultimi 30 anni, avallato da tutte le forze politiche, che ha fatto del lavoratore un fattore da massimizzare. Non è su questi presupposti che si fonda tuttavia l’ossatura del nostro apparato produttivo, fatto di piccole e medie imprese, per le quali il lavoratore rappresenta un valore aggiunto fondamentale, parte stessa dell’azienda. Se i padri costituenti fossero ancora qui tra noi sarebbero in prima fila al nostro fianco, a sostegno della nostra proposta per portare il salario minimo orario in Italia.

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PER CHI CREA: BANDI PER AIUTARE I RAGAZZI A COLTIVARE TALENTO ARTISTICO E CREATIVITÀ

“Per Chi Crea”, il programma promosso dal Mibac e gestito da SIAE, destina il 10% dei compensi per “copia privata” a supporto della creatività e della promozione culturale nazionale e internazionale dei giovani. A prevedere la destinazione di tale quota era stata la legge di stabilità per il 2016.

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Altro che tagli alla #cultura! Abbiamo varato un grande piano di assunzioni, aumentato le gratuità nei #musei, introdotto importanti agevolazioni per i giovani, investito 109 min sulla #sicurezza, dato 10 min in più al #FUS!
@GianlucaVacca

Auguri di cuore a
@GiuliaGrilloM5S
e al suo compagno per la nascita del piccolo Andrea.
#BenvenutoAndrea

Oggi solo silenzio.
Profondo cordoglio per tutte le vittime. #sicilia

C‘è ancora veramente tanta strada da fare per colmare le discriminazioni che in tanti campi, compreso quello scientifico, esistono nei confronti delle #donne.

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Camera dei Deputati, alle ore11,36 un minuto di silenzio in ricordo di tutte le vittime di Genova.

Un fiore bianco per #Genova.

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